Vaccinazioni Under 65. Partono le prenotazioni con i Medici di Famiglia. Ecco tutte le criticità

Vaccinazioni Under 65. Partono da martedì 9 marzo le prenotazioni con i Medici di Famiglia.
 
Brasesco, presidente di Medicoop Genova: così come è stato disegnato il sistema non può funzionare. Ecco perché.
 
Il problema non sono i medici di famiglia, tutti a disposizione, ma la carenza di strutture e di personale di supporto (infermieri e amministrativi)
 
"I cittadini devono rivolgersi al proprio medico per la prenotazione, il che significa telefonare, dato che l'accesso in studio è contingentato per i noti motivi
Le linee telefoniche saranno intasatissime perché parliamo in media di almeno 400 cittadini per ogni medico - spiega Pier Claudio Brasesco, presidente di Medicoop Genova -. La prenotazione deve avvenire hic et nunc, quando il paziente telefona al medico o alla sua segretaria (ma non sappiamo se la segretaria può essere abilitata a farlo e la maggior parte dei MMG non ha segretaria).
 
Quindi o il medico dedica l'intera giornata alle prenotazioni o avverrà immediatamente un corto circuito per cui i cittadini protesteranno perché non riescono a prenotare dal proprio medico, mentre altri cittadini che necessitano di consulto medico non riusciranno a prendere appuntamento".
 
La platea coinvolta è imponente. Oltre 40 mila persone del mondo della scuola, i 2 mila degli uffici giudiziari altrettanti vigili, i pazienti con patologie diffuse ( diabetici, ipertesi, oncologici, cardiopatici etc).
 
"La soluzione sta nell'organizzazione di call center dedicati( gestiti dalle cooperative di servizi dei MMG) suddivisi per quartieri a cui i MMG indirizzano i propri assistiti per la prenotazione - prosegue Pier Claudio Brasesco -. Per fare ciò occorre però che gli operatori del call center vengano abilitati ad accedere al portale di prenotazione e possano indicare per quale medico stanno operando. Il tutto sarebbe facilitato dalla abolizione delle fasce di priorità a favore delle fasce d'età".
 
Un hub per distretto con dieci turni di vaccinazione alla settimana consente al massimo ( ed è da verificare che sia effettivamente possibile data la grande mole di adempimenti burocratici richiesta da questa campagna vaccinale) la vaccinazione di 1250 soggetti alla settimana.
 
"Nei soli sei distretti Asl 3 parliamo di 7500 soggetti alla settimana che poi andrebbero rivaccinati per la seconda dose dopo tre mesi - conclude il presidente di Medicoop Genova -. Calcolando a spanne che nella Asl 3 sono circa 200000 i soggetti da vaccinare in questa fase occorrono 26 settimane per completare il tutto e cioè oltre sei mesi. La Regione ha invece giustamente indicato il termine di tre mesi per questa fase. Occorre quindi implementare almeno altri sei hub nell'area Genovese.
 
Qui si pone un problema di risorse in termini di personale e di sedi vaccinali che sarebbe risolvibile attraverso la collaborazione di Asl, comuni e cooperative di servizi dei MMG. Occorre inoltre tenere conto dell'ubicazione degli hub che appaiono piuttosto decentrati e determineranno notevoli disagi per i vaccinandi ".